Ci sono giornate in cui si ha bisogno di colore più di altre. Giornate in cui anche attraverso i colori che il cibo ti rimanda, hai bisogno di tenare accesa la presenza di una persona cara, una persona “colorata” che hai avuto il bene di conoscere. Ci sono giornate dove il senso di quello che fai, del tuo impegno, rischia di perdersi nella calca delle “cose da fare”, delle apparenze a cui resisti, della babele di un linguaggio sempre meno condiviso, di azioni che non sono le tue azioni. Ci sono giornate in cui la tua fiamma si affievolisce, non ne senti nemmeno più il calore ma un po’ di chiarore, impercettibile anche a te stessa, rimane. Rimane forse solo la forza di mettersi a raccogliere le briciole di quel che ci circonda: il sorriso di tua figlia, la mano di tuo fratello che incontrandoti si posa sulla tua spalla, la risata a crepapelle che ti viene strappata nonostante tu non voglia e ti accorgi che briciole non sono ma solidi mattoni che mettono al riparo la tua fiamma, che rinvigorisce, riprende, si rianima. Dai che ce la facciamo!
E al diavolo le 50 sfumature di grigio!
Molto meglio 50 sfumature di colore, di vita!









