Guardare le cose da un altro punto di vista. E’ così importante per le relazioni umane, per risolvere problemi, per allargare mente e cuore. E’ così difficile guardare le cose da un altro punto di vista.
Sembra che per gli uomini non sia mai avvenuta la rivoluzione copernicana. Ognuno di noi corre il rischio, più volte, di porsi al centro della vita, del mondo, della verità. Forse abbiamo imparato ad applicare qualche piccola tecnica di ascolto. Permettiamo a chi si confronta con noi di esprimere il suo parere senza interromperlo.In realtà, dentro di noi, non stiamo ascoltando. Accumuliamo a velocità vertiginosa, una grande quantità di argomentazioni a nostro favore, che gli pareremo davanti, a mo’ di muro, non appena il malcapitato avrà la necessità di respirare. Egocentrici e falsi.
Eppure, sono convinta che arrivi quel momento che ci trova magari un po’ distratti e quindi un po’ meno sulle difensive. Quel momento in cui ci accorgiamo che in quello che dice l’altro c’è un pezzetto di verità che fa eco in noi, un tassello che non sapevamo nemmeno di cercare ma che riconosciamo immediatamente appena si svela. Allora lo stupore ci apre orecchie e cuore, ci fa improvvisamente trovare il tempo di fermarci ad ascoltare e scopriamo piacevolmente che sì, accogliere un punto di vista differente, ci ha illuminato, ci ha reso più completi, forse ci ha regalato anche un abito più piacevole.
Succede anche in cucina. Amo molto i piatti della tradizione anzi, delle tradizioni.
C’è la tradizione di un Paese, di una regione e ci sono le tradizioni delle singole case, delle famiglie che tutte insieme fanno la storia del quotidiano. Le amo e le rispetto, cerco di ripeterle così come mi viene insegnato.
Poi, senza che me ne accorga, scatta il momento in cui comincio a pensare: “Ma se questo ingrediente lo nascondo e metto in evidenza quello secondario? E se invece di un brodo ne ricavo una pasta? E se ci aggiungo qualcosa del mio territorio?”.
Inutile, non riesco a rimanere a lungo ferma in un recinto. Ho bisogno di prendere il largo.
Ho bisogno di provare. Per stupirmi, per rallegrarmi, per gioire sempre delle meraviglie della vita.
E’ stagione di fagiolini. Cucina ligure: fagiolini e patate. Cerco di guardarli da un nuovo punto di vista.
Ne farò una pasta e non un brodo. Una pasta dove nasconderò i fagiolini, un sugo dove le patate diventeranno croccanti, un’aggiunta di sapore della mia terra. E’ nato un nuovo piatto!














