Questo autunno è stato davvero “autunnoso”: nebbia, umidità, cielo grigio, i bellissimi colori delle foglie umiliati a terra da una caligine che ha impedito loro di volare. Ora è finalmente arrivato il freddo.
Un bel freddo pulito, cieli tersi, aria che ti arriva fino in fondo ai polmoni, che li pulisce, che ti fa nuovo.
In casa non abbiamo ancora acceso il riscaldamento ma qualche ciocco di legna ha iniziato a “rompere” il fresco che si avverte a fine giornata. Bello davvero.
E anche in cucina le cose cambiano, i piatti si fanno un po’ più robusti, diventano piatti “da compagnia” quelli attorno ai quali si indulge volentieri, che sono accompagnati magari da un buon condimento, un bicchiere di vino, che ti fanno raccogliere ogni frammento di cibo o goccia di sugo, con un bel pezzo di pane.
Quelli che manco ti sogni di chiederti quante calorie possano contenere perché proprio non lo vuoi sapere e fai finta di essere un montanaro che si muove ad alte quote, con una gerla di legna sulle spalle, per poterteli permettere.
A casa mia si sentono spesso montanari e quindi cerco di mediare queste loro serie necessità legate alla “sopravvivenza”, con un pizzico di misura.
Questa torta è uno d questi tentativi.









