Secondo la tradizione cattolica oggi è giorno di astinenza dalle carni e digiuno. Da tempo però non ci si nasconde dietro al fatto che rinunciare alla carne, ai giorni nostri, non è poi questa gran cosa, anzi.
E senza che ci andiamo a cercare nulla, questo tempo di reclusione è generoso nel proporci rinunce a beni che credevamo assodati e ci aiuta a far luce sull’essenziale, sulla sostanza, anche dei nostri riti, delle nostre tradizioni per scoprirne il significato autentico. Il digiuno più stringente? Non certo il panino con il prosciutto (di Parma, s’intende) ma il digiuno dalle persone care, dai figli, dalla loro pelle, dal loro odore. Spero tanto conserveremo memoria di questo tempo, temo la fretta del voler cancellare tutto come un brutto sogno. E perché questo possa accadere, dobbiamo rallentare, sostare, non solo con le gambe, che già ci riesce difficile, ma anche con il cuore, con i pensieri. Imparare a stare, a sostare, alleggerirci per respirare, per lasciare che l’esperienza si imprima nella nostra carne e ci cambi. In meglio s’intende. Allora oggi andiamo leggeri anche in cucina, un pasto piacevole ma semplice, essenziale, che ci lasci il tempo per pensare.








