Sapete come va utilizzata una ricetta?
La si deve leggere da cima a fondo, poi si preparano sul tavolo tutti gli ingredienti, poi si procede.
Ecco, già al primo punto sono mancante. Vedo la ricetta, mi colpisce l’immagine, inizio a leggere, si accende l’entusiasmo! Questa la faccio, anzi, controllo subito se ho gli ingredienti…esco un attimo e li prendo…
Torno a casa e inizio a tagliare o impastare o rosolare e…caspita! Non ho letto fino in fondo! E’ previsto un tempo di marinatura o riposo o lievitazione che non ho calcolato bene…e adesso? Devo uscire…non sono in casa all’ora giusta…santa pazienza! Ma quando imparerò???
Così mi è capitato con questo impasto che da tempo volevo provare, la pizza di Gabriele Bonci.
Ho preparato tutto nel primo pomeriggio e…non ho letto che era prevista una lievitazione di 18 – 24 ore in frigorifero. Praticamente, avrei dovuto andare in tavola la sera dopo!!
Ho distolto lo sguardo dalla ricetta sperando che la stessa non si accorgesse dello sgarbo che stavo per compiere e via, con indifferenza ho proceduto facendo come se niente fosse, cercando di rappezzare il mio errore. Quindi, NON è la ricetta della pizza di Bonci, è una ricetta “liberamente tratta” dalla ricetta della pizza di Bonci. “Liberamente tratta” non per doti creative ma per necessità. Mica potevo buttare tutto!
Il risultato è stato apprezzato.
Gli angeli custodi delle pizze, esistono.







