Ricordo che qualche anno fa ci fu una vera carestia di ciliegie. Non disto molto da Modena eppure anche i suoi bei duroni faticavano ad arrivare. Erano pochi e carissimi, da centellinare.
Ricordo un giorno un signore anziano a fare spesa. I suoi occhi la dicevano lunga su quanto fosse scandalizzato dal prezzo di quei frutti che probabilmente da ragazzino aveva raccolto a piene mani arrampicandosi sull’albero di qualche contadino.
Ricordo i suoi abiti lisi che dicevano dignità ma anche l’impossibilità di permettersi tali tesori.
Cominciò a guardarsi attorno e ad allungare la mano verso il cestino esposto sul banco del supermercato. Furtivamente lasciò scivolare in tasca due, tre, quattro ciliegie, nulla di che.
Naturalmente in tasche di pantaloni bianchi!
No, non era un reato, ne sono sicura, lo avessero contestato lo avrei coperto.
Era solo il desiderio di riprendersi un pezzetto di vita, di tornare a sentire in bocca la consistenza delle ciliegie, la loro dolcezza o asprezza a seconda della qualità e magari di nascosto giocare ancora a sputare il nocciolo il più lontano possibile. Ma via!
Ora grazie a Dio è tornata l’abbondanza. I prezzi sono più accessibili o meglio le offerte si sono moltiplicate. Basta saper attendere ed imparare a fare lo slalom fra un prodotto e l’altro, intersecando le proposte con le proprie necessità e i propri progetti culinari.










