Mi deve essere sfuggita la mano. Ormai ho così tanti tipi di farine che la mia dispensa non ne può più.
La farina è un elemento delicato. Non sempre è sufficiente richiudere bene il sacchetto che la contiene. No, la farina ama uscire all’aperto, essere arieggiata, vivere in un clima fresco e asciutto, trovare insomma una sistemazione più consona alla sua nobiltà, del semplice involucro che l’ha accompagnata fino a casa nostra. D’altra parte ha ragione lei. Cosa sarebbe una cucina senza farina? Merita dunque la nostra cura e la nostra attenzione anche perché le malefiche farfalline che rischiano di farci buttare tutto, sono sempre in agguato. Sto studiando quale tipo di collocazione potrebbe risultare la migliore per una casa. Barattoli di vetro? C’è chi usa il sottovuoto ma io non ho gli strumenti adatti per crearlo. Chi parla di conservazione in freezer. Chi semplicemente mette foglie di alloro nella farina stessa e sui ripiani dove è conservata. Questa soluzione mi piace molto e credo che la adotterò. In cortile ho un magnifico albero di alloro, regalo del mio papà quando mi trasferii in questa casa. Sì, lui mi regalava solo cose preziose, quelle che con la loro semplicità, il loro profumo e la loro bellezza regale, appagano i sensi e il cuore: le aromatiche, i mughetti, i suoi kiwi, le albicocche, le rose baccara che continuano a fiore nel giardino di mio fratello.
Ho trovato una farina speciale e non vorrei mai che si risentisse per non aver avuto un adeguato trattamento!
Le foglie del mio prezioso alloro, saranno destinate a lei.











