Quanto fa bene cucinare? Fa benissimo, sempre. Nel quotidiano ti permette di comporre, di dare una nota speciale al ritrovarsi ai pasti. Nei momenti di festa di fa sentire partecipe della gioia che si vive, come se dipendesse un pochino anche da te. Nei momenti grigi ti distende, ti rilassa e ti mostra che anche da giornate scomposte e frammentate, come gli ingredienti che si hanno davanti, è possibile con il calore delle mani far nascere qualcosa di buono, profumato. Le mani affondano nella pasta e tu affondi in essa i tuoi pensieri, i tuoi dispiaceri, piccoli e grandi che siano. Poi la accarezzi come ad accarezzare il tuo animo e cominci a provare un piccolissimo sollievo. La pasta non disdegna nemmeno di essere ammorbidita da qualche lacrima, come quelle che scendono perché hai salutato il cagnone che ha fatto parte per 15 anni della tua famiglia. D’altra parte le lacrime sono salate. La pasta prende forma, la insaporisci, come saporiti sono stati i momenti che hai vissuto con lei: il suo scodinzolare al tuo rientro, il venirti a cercare, il suo imparare a fare le scale con tuo figlio più piccolo e mille e mille altri ricordi. Il forno dà colore, i profumi si sprigionano e richiamano al miracolo della vita che sempre si rinnova e sei grato, per quanto hai ricevuto da questa piccola creatura che nemmeno consideravi potesse far parte dei tuoi giorni e che invece ti ha dato tanto. Questa sera a tavola, sgranocchiando questi cracker, parleremo di lei, della nostra Lilli. Grazie piccola.















