Sì, è ora. Alla sera ci vuole qualcosa di caldo. Veramente ci vuole qualcosa di caldo sempre: per far partire la giornata, per darle una spinta quando s’inceppa, per rimettere a fuoco la visione degli avvenimenti,allargando il focus su quanto abbiamo e non su quanto ci difetta, a partire, perché no, dal fatto che la maggior parte di noi è in piedi, cammina, respira a pieni polmoni. Non è da tutti e lo sappiamo, ma ci piace troppo il profilo da adolescente mai cresciuto.
E via con le litanie della lamentazione; “…tutte a me…”, da alternare con “…non ci si può più fidare di nessuno…”, fino a sfoderare “stanco come me qui attorno ce ne sono pochi…”.
L’ultima è per i giorni di festa che naturalmente della festa perderanno in questo modo il benché minimo connotato.
Certo. Le cose spiacevoli accadono.
E accadono.
E accadono.
E accadono.
Poi basta un po’ di caldo, di calore che ci prende e ci sorprende da dentro e fa riaffiorare il nostro caro istinto di sopravvivenza, quello che ci fa tirar su la testa a riprendere aria.
Basta un po’ di caldo, basta un po’ di brodo.
Ricetta che mi ha trasmesso calore e che ho naturalmente declinato seguendo le mie note.









