Nella mia scuola c’è una collega giovane, molto giovane, in gamba, molto in gamba, brava in cucina, molto brava, anche senza blog. Vanta un nonno pescatore e per lei il pesce non ha segreti.
Viene dal sole e non dalla nebbia della nostra pianura, e man mano che i mesi di scuola procedono, la vedi pian pianino appassire, soprattutto nei giorni di pioggia che lei cerca di esorcizzare con stivaletti di gomma coloratissimi ma con lo sguardo là, dove tu non puoi sapere.
Una collega che quando scrive su Fb a volte scrive in lingua e non la capisci proprio ma lei ti traduce e ti introduce. Non mi si venga a dire che i giovani non sanno fare sacrifici per lavorare.
Ora invia foto luminose, si sta rigenerando facendo penetrare la sua terra e i suoi amori attraverso i pori della pelle, lo vedi che li sta assorbendo. E’ praticamente in ricarica!
Poi a settembre tornerà per riprendere il suo posto, ti accoglierà con un sorrisone, continuerà a rivolgersi a te con pazienza (ma quanto ne sanno le insegnanti giovani!!!) nascondendo con maestria il compatimento che credo susciti la mia imbranataggine, quando per l’ennesima volta la chiamerò in soccorso, pacifica mediatrice dei miei litigi con il pc e il registro elettronico.
Cosa non darei per vedere il suo sorriso mantenersi tale per tutta la durata dell’anno scolastico!
Ma non sono io che ne ho le chiavi.
Posso solo esserci per farle sentire che un po’ di sole può uscire anche da noi nordici e augurarle di tutto cuore di tornare presto là dove amore e mare la fanno splendente.
A lei ho chiesto i segreti della scarola, a lei dedico questa veloce ricetta. Buona estate Marita.









