Questa è una delle ricette a versione multipla che faccio per casa mia. Amo provare nuove ricette, sperimentare nuovi sapori ma devo anche fare i conti con i miei commensali e i loro gusti.
Ormai li conosco, so fin dove mi posso spingere, i sapori che li infastidiscono, le consistenze che non tollerano, il pensiero di certi abbinamenti che non riescono ad affrontare. Per il momento.
Sì perché devo dire che con il tempo i loro gusti si sono allargati, hanno scoperto nuovi piaceri, hanno osato timidi passi al di fuori della linea pasta alla carbonara, hamburger, pizza, torta cioccolatina che da sempre rappresenta la loro direttiva culinaria, il massimo della sicurezza.
La cosa che li spaventa di più e che io amo tantissimo? L’abbinamento frutta-salato!
Ho quindi imparato a mediare fra la mia voglia di novità e il loro passo tranquillo, con risultati più che buoni. Quando so che un piatto rischia di spiazzarli e di far scattare la disperazione del “Ma io cosa posso mangiare di normale?”, opero sul piatto. Lo seziono, ridefinisco le fasi della preparazione e faccio in modo che alla fine possa uscire in doppia versione: la mia e quella che i miei ospiti, mio marito e i miei ragazzi, possono affrontare.
Questa è una di quelle ricette. Le olive, che fanno arricciare qualche naso in casa mia, e che pure ben si sposano con il coniglio, andavano aggiunte al ragù. Io le ho tenute separate e messe solo alla fine nel mio piatto. Il risultato? Un pranzo sereno, niente cibo buttato che solo mi si accappona la pelle al pensiero, e la piacevole conferma che anche a tavola, come nel mondo, c’è posto per tutti. O quasi.
Buona settimana.









