Ho ricordi bellissimi di queste giornate dedicate ai nostri cari. Con mio padre si faceva il giro dei cimiteri, ripercorrendo la storia della nostra famiglia attraverso le foto di nonni e lontani cugini che non avevo mai conosciuti. Nei racconti del babbo acquistavano un alone tra il mitico e il leggendario. Come non citare il favoloso zio Chicon, Francesco, un ragazzo di fine ‘800, che in uno scazzottamento fra amici, all’osteria, aveva morsicato ad un orecchio un compagno per ricordarsi con chi continuare la disputa una volta che le acque si fossero acquietate. Quanta fosse la realtà e quanto il ricamo della fantasia, non ci è mai stato dare di sapere e sinceramente non ci interessa. Ci pice di più questa versione.
E che dire degli ossi dei morti? Dei deliziosi dolcetti che compravamo nei forni del bolognese e che oggi ho voluto rifare per riassaporare quei giorni. Non sapevamo nulla dell’esistenza di Halloween ed erano i nostri morti a portare aria di festa, a “tornare” per farci visita. Per questo motivo si portavano in tavola questi dolcetti ricchi di zucchero e mandorle, ci sentivamo ricchi della presenza di chi sapevamo ancora e sempre vicino a noi. Buone giornate allora, nessuna mestizia ma la sensazione di sentirci ancora avvolti dall’abbraccio di chi ha fatto parte di noi.








