La festa dei Santi, la festa dei morti, fanno parte del patrimonio culturale di tutti. Credenti o no, sono giorni in cui ci piace sentire che siamo sempre famiglia, che non siamo soli, che i nostri cari sono con noi. E questo da sempre. Ci sono zone in Italia e nel mondo dove la festa di oggi è quasi paragonabile al Natale. Ricordo la prima volta che un bimbo di scuola, Giuseppe, continuava a saltellare per la classe felice all’idea che arrivassero i morti! Ne fui sbigottita. A casa mia la festa dei morti era viso triste, nebbia e giro dei cimiteri, cosa che poi diventava una festa comunque, occasione per rivedere persone perse di vista da tempo. Ma sicuramente sarebbe stato poco opportuno mostrarsi eccitati in questo giorno. Giuseppe era siciliano e con pazienza mi ha spiegato che i nonni sarebbero tornati in quella notte per portargli i regali insomma, un attesissimo anticipo di quello che nel resto d’Italia avviene a Natale!
E’ per questo che anche la cucina partecipa di questo sentimento, che colora di festa una giornata che a volte risulta difficile da affrontare. Quasi tutte le regioni posseggono nel loro patrimonio culinario la ricetta di dolci, più o meno semplici, che ricordano i nostri morti (la forma delle ossa) ma hanno colori e zuccherini a volontà, per aiutarci a risollevare il viso verso la vita e ad essere grati delle persone che ci hanno accompagnato.
Quindi, bambini o no, possiamo provare questa ricetta. Sono semplicissimi biscotti, quasi neutri, quelli che facilmente troviamo nei forni. E se non avete in casa zuccherini e coloranti, andate di zucchero a velo!








