Nome lunghetto vero? Poteva essere un semplice “Girasole” o “Sole a novembre” ma poi chi la trovava questa ricetta con Google?
Certo che un novembre così grigio, così insistentemente grigio, così pesantemente grigio, non me lo ricordavo, ma si sa, io ho poca memoria. Un grigio che ha toccato anche alcune persone che mi sono care e che stanno attraversando un momento davvero delicato della loro esistenza. Non amo vedere soffrire nessuno, figuriamoci chi è un pezzetto di me.
Sarà che in questi ultimi anni ho imparato a fare incetta di luce e di bellezza, la cosa comincia a pesare un po’. Dato che ho la fortuna di vivere in zone non eccessivamente castigate dal maltempo esterno ed interno, mi rimbocco le maniche e vado al contrattacco.
Primo: ho già addobbato il balcone con le luci di Natale che al calare del breve giorno, cominciano a cantare, a farmi compagnia, a far sgranare gli occhi ai bimbi che passano. E ho iniziato anche la produzione di biscotti a forma di stella cometa, albero di Natale e omino di zenzero.
Secondo: vesto di colore i miei piatti, se sole non c’è fuori, almeno ce ne sia in casa e questa crema ne è testimone.
Terzo: mi esercito nella ricerca di notizie belle, nello scovare bellezza nelle piccole cose, nell’aprire i miei occhi ai piccoli, continui miracoli di cui sono disseminati i giorni.
Parole grosse per una minestra? Forse, ma non è una cosa che scalda il cuore una tavola fatta di famiglia e ospiti improvvisi che fanno sentire importante anche la tua semplice zuppa? Credo di sì.








