Da oggi Amatrice entra in festa, nella Sua festa, quella che il terremoto di due anni fa ha cercato di portarle via e che lei, con laboriosità e speranza, ha custodito, sicura che sarebbe ripartita con un respiro ed un’ eco ancora più ampi di quanto già possedeva.
Amatrice si riprende la Sagra degli spaghetti all’amatriciana con sottotitolo La ripartenza.
Nome non poteva essere più appropriato!
Che bello se da ora in poi questo piatto, già così ricco di storia, sapori e significati, potesse acquistarne uno nuovo, quello di fiducia, determinazione, caparbietà. Un piatto magari da degustare nei momenti difficili, quando si fa fatica ad intravvedere il dipanarsi di alcune matasse in cui capita di avvoltolarsi e vien voglia di lasciar perdere.
Che bello riscriverne il significato sul dizionario e farne un sinonimo di nuovo uso.
Che bello sarebbe andare in trattoria, meglio in quelle di Amatrice, e chiedere indifferentemente:
“Mi porta una Amatriciana?” piuttosto che: “Mi porta una Ripartenza?”.
Io vi seguo da qui, dalla tavola di casa mia.
Cari amici di Amatrice, buona festa, buon “dopo”, buon tutto!









