Siamo all’ultimo giorno di questo 2016. Che dire? E’ stato un anno buono? Un anno difficile? E’ stato un anno. Un tempo regalato, un tempo riempito da tutto quello che ci fa umani: gioie, paure, dolori, attese, rabbie, solitudini, amicizie, affetti, miracoli nascosti nel quotidiano ma visibili ai nostri occhi.
Il mio 2016 è stato un anno buono, buonissimo e lo sarà sicuramente anche il 2017 perché ciò che rende buono ogni mio anno ha un volto e un nome, un nome fatto di tanti nomi: Armando, il regalo più grande, Elisabetta, Nicola, Pietro, Bernadette, Francesco, Sofia, Giovanni e ancora Massimo, Manuela, Eulalia, Samuele, Andrea, Emanuela, Gabriele, Anna, Luca, Rita, e via via in un allargarsi di cerchi che abbraccia tutti i rami più lontani della mia famiglia e include gli amici, i colleghi di lavoro, gli incontri casuali, chi ha cucinato con me.
I miei anni sono tutti buoni perché sono amata.
Ed è questo il mio augurio per tutti: che ognuno si senta amato.
Anche attraverso un piatto di spaghetti.
Buon anno!









