Quando vado a mangiare fuori, metto molta attenzione alla descrizione dei piatti nel menù e anche al momento dell’assaggio, mi piace tenere accanto i pochi versi che precedono quanto mi viene presentato. Mi sembra di gustare le pietanze con maggior consapevolezza, con l’aiuto di un amico che mi accompagna per non permettermi che nulla della cura del cuoco, vada perso in nome della mia ignoranza. Poi a casa mi diverto a riprovarci, naturalmente declinando il piatto in base agli ingredienti che mi è possibile reperire e alle mie capacità.
Questa entrata (modificata rispetto l’originale), fresca e piacevole, mi è è stata servita in occasione di una serata dedicata al pesce del ristoratore n. 1 del mio paese, cuoco esperto e paziente consigliere.








