Buona Pasqua. Buona Pasqua di cuore, buona Pasqua a tutti, uno ad uno. Buona Pasqua a chi non mi conosce, a chi passa di qui per caso, a chi salterà queste righe per passare subito alla ricetta, a chi Pasqua non ha.
Buona Pasqua. E’ così bella questa festa, così necessaria. A tutti, indistintamente.
Chi non ha bisogno di vedersi circondato da vita e non da morte. Chi non ha bisogno di ricominciare, di sentire di poter ricominciare. Chi non ha bisogno di cogliere nel cupo del tutto, la breccia di una nuova possibilità di essere, di accorgersi di aver fatto la differenza, almeno in un attimo, per quel frangente, per quella persona.
Una persona carissima ieri lanciava il suo augurio di una Pasqua di pace attraverso la sua pagina Fb. Un augurio accorato, quasi un grido che invocava pace, now, adesso.
Incomincia tu amico mio questa pace. So che lo fai ogni giorno in cui apri gli occhi a questa vita. Incomincia tu, nei piatti che servi, nella meraviglia che condividi davanti alle bellezze del mondo, nella disponibilità che hai a regalare il tuo sapere.
Incomincia tu, così come comincio io, da casa mia, dai piatti che servirò in questa Pasqua, dal piacere delle chiacchiere che faremo a tavola, dagli incontri che lascerò accadano nelle mie giornate, Incominciamo noi. Non arriverà da nessun’altra parte questa pace, dobbiamo avere il coraggio e l’onestà di dircelo. Dovremo preparare noi stessi gli ingredienti migliori, munirci degli strumenti più adatti. Mangeremo nel tempo quello che avremo messo a punto con le nostre mani.
Cucina metafora della vita. Sempre di più, sempre più vera. Buona Pasqua.
A proposito, questa ricetta è semplice, donata da un’amica, profumata dal limoncino di un’altra amica ancora, mescolata dalle mani di un figlio che mi ha regalato parte del suo tempo libero.
Tante mani per fare qualcosa di buono che ha nutrito prima ancora di arrivare alle nostre bocche.
Dovrò aggiungere al mio indice la categoria “Ricette perché sia Pasqua più spesso”.










