Ho messo questo titolo solo perché mi hanno spiegato che il nome di una ricetta deve essere chiaro e ben definito. In realtà il nome che mi è balzato alla mente quando le ho pensate è “Linguacce” perché a questo mi fanno pensare, a quelle linguacce che i bambini fanno per beffeggiare qualcuno o qualcosa, magari accompagnandole dalle mani che sventolano vicino alle orecchie e in posizione di fuga dovesse proprio andare male e la persona difronte non avesse nemmeno un briciolo di umorismo. Sì, una bella linguaccia e via, ridendo allegramente di ciò che voleva metterli all’angolo.
Così, sereni. Allora faccio anch’io la linguaccia a questa giornata che è partita con mille cose da fare che nel pomeriggio si sono moltiplicate e mescolate e mi lasciano un deciso senso di stordimento e confusione oltre alla domanda impertinente; “Ma cos’ho combinato oggi?”.
Non ne ho idea. Ho comunque fatto da cena e servito…linguacce!













