Fino a poco tempo fa, ero davvero dispiaciuta di non avere sufficienti conoscenze nel campo della cucina. Non ho 20 anni e avevo l’impressione di avere perso del tempo, di essere in ritardo su un tempo che avrei potuto impiegare per apprendere tecniche e manualità, un tempo che non mi sarebbe più stato restituito, in quello che sento essere il “mio” canto nella vita, la mia passione, quella cosa che non mi stanca e che mi viene naturale come il respirare, appunto il cucinare.
Poi mi sono accorta che riesco comunque a cucinare, che ne traggo piacere, gioia e stupore e il desiderio insaziabile di conoscenza che mi è rimasto, mi apre a sempre nuove possibilità. Non mi stanco mai di imparare, anzi questa sento essere la dimensione che più mi calza.
Quando invece una persona arriva, anche per conoscenze oggettive, a sentirsi arrivato o meglio, come dicono i miei scolari, “imparato”, non si pone più nell’atteggiamento di apprendere, disdegna nuove idee, non considera nemmeno la possibilità di percorrere strade diverse dalle sue.
E perde quello che è il fine ultimo del cucinare: il contemplare la meraviglia di ciò che abbiamo a disposizione nei vari ingredienti, lo scoprire ogni giorno di quali piatti straordinari è capace l’ingegno umano, il tessere relazioni attraverso qualcosa di concreto che si tocca, si assapora, entra a far parte di noi, del nostro corpo, del nostro essere, in un mondo in cui le relazioni sono più che mai effimere e virtuali. Gustare un piatto creato da qualcuno per noi è un’esperienza che pone in una profonda comunione di vita, senza parlare. E’ un’esperienza che allarga il cuore alla meraviglia e fa riconoscere che bellezza e bontà fanno parte di questo mondo, per il quale vale la pena esserci e spendersi. Cucinare non è un atto da sbrigare, è uno stile di vita.
I cuochi di oggi predicano tanta umiltà alla base di un buon percorso di cucina ma poi, sanno dare altrettanto esempio? Non lo so. Io sono contenta di come sono e posso davvero dire di me “Beata ignoranza” che mi permette di avere ancora davanti, una lunga strada tutta da esplorare.





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