Una minestra è sempre qualcosa di rassicurante. A casa mia viene servita principalmente alla sera, quando la giornata si chiude ed è più facile che attorno alla tavola ci si ritrovi tutti quanti.
Presi dai luoghi dove ci si è impegnati durante il giorno, ci si dà appuntamento e si torna a formare sotto gli occhi di tutti ciò da cui si è partiti, la propria famiglia, così come è, imperfetta ma unica.
E’ un momento di intimità che può essere molto bello e appagante e al quale una tiepida minestra fa da giusta cornice. Si condividono informazioni ed esperienze, si ride, si canta, si guardano i ragazzi chiacchierare fra di loro.
Ma di che staranno parlando? Quanto siamo fuori dai loro linguaggi e quante cose possiamo imparare su di loro!
Qualcuno cerca di scaricare le tensioni o la noia della giornata attaccando briga per una bottiglia d’acqua non passata o una porzione un po’ più abbondante. Stop! No, a tavola no. Se si ha bisogno di chiarirsi lo si fa ma fuori dai pasti. La tavola è un posto sacro, il luogo della vita condivisa, dove ognuno di noi può portare qualcosa, cibo e presenza. E come ci si aspetta che il cibo sia buono e piacevole, così vale per la presenza. Non si portano gli scarti di sé a tavola, ma possibilmente il meglio, non di certo il peggio.
Cibo e persone hanno la stessa funzione, scaldano e nutrono
Si dà vita alla vita con il cibo e con se stessi e ci si aspetta che l’uno e gli altri siano di buona qualità o almeno della qualità migliore di cui disponiamo in quel momento. In effetti a volte non si trova granché sugli scaffali delle nostre giornate. Ma come insegnano i grandi cuochi, non occorrono cose strane per fare un buon piatto ma ingredienti semplici, cuore e tempo. Stessa procedura per “cucinare” i rapporti fra le persone: semplicità, cuore e tempo La minestra rappresenta tutto questo: richiede che siano presenti elementi diversi e disparati, apparentemente in contrasto fra di loro. Attraverso una cottura dolce e lenta si modificano, cedendo le loro migliori qualità per formare qualcosa di unico, nuovo e ben armonizzato. Ogni ingrediente trova il suo posto, il suo essere necessario, esaltandosi attraverso la presenza degli altri.
Ne nasce qualcosa di caldo, avvolgente, ristoratore e ci sia alza da tavola un po’ diversi, migliori.
O almeno ci si prova.












