Siamo in un mese di passaggio. Possiamo ancora assaporare la maggior parte delle ricchezze estive, facendo spazio a quanto l’autunno comincia a proporci. Utilizzo per questi gnocchi gli ultimi pomodorini del mio balcone, due melanzane e i funghi che cominciano a farla da padroni. Veramente i miei champignons sono sempre presenti nel corso dell’anno, ma questi avevo.
Chi ha a disposizione anche solo un bel porcino non avrà, credo, sgradite sorprese.
Una stagione che va e una che arriva, che bello, è proprio vero che a tavola si impara a vivere.
Ci sono istanti in cui elementi appartenenti a tempi e culture diverse riescono a convivere, come in questo piatto. Poi si sa, la saggezza dei semplici è chiara e ci suggerisce di regalare a larghe mani quanto abbiamo realizzato, appreso, conquistato, per lasciar posto a chi viene dopo di noi, prestando la nostra presenza, diventando aiuto e non ostacolo a questo succedersi.
Questo essere presente sempre e comunque di frutta e verdura, ci inganna e ci fa credere di poter essere anche noi sempre e comunque presenti. No, gli ordinati e armonici ritmi della natura ci dicono che se sei un pomodoro, dai il meglio di te da luglio a settembre, a meno che tu non sia un bel pomodoro siciliano e puoi permetterti di avanzare fino ad inverno inoltrato.
Potrai essere presente sulle nostre tavole ma a discapito di sapore e sostanza. D’altro canto, chi di noi non è stressato dopo un lungo viaggio? Lo si accoglierà ugualmente fra i nostri ospiti, ma sarà uno di quegli ospiti dalla conversazione un po’ sciapa che ci indurranno a guardare di frequente l’orologio.
Quale timore poi nel lasciar il posto ad un’altra verdura? Forse che non si andrà a tavola se non ci saranno pomodori?
Forse che qualcuno non riuscirà a portare avanti il lavoro che abbiamo sempre e diligentemente svolto, in qualsiasi ambito ci abbia visti impegnati?
Lo farà in modo diverso ma lo farà, mettendo in gioco nuove modalità, nuovi punti di vista, nei quali possiamo anche non riconoscerci, ma lo farà.
Passare il testimone senza farsi travolgere da rabbia o malinconia, è un’arte, difficile da apprendere, non indolore. Riserva però numerose gradevoli sorprese come un tempo ritrovato in cui scoprire un nuovo tassello di sé, la capacità di reggersi in piedi anche oltre il conosciuto.
Ma parlavamo di pomodori o di persone?
Mah…torniamo a tavola!










