Non mi sono persa!
Ho fatto partire un figlio per un mese di volontariato in Etiopia,
fatto un tentativo di vacanza con mio marito,
concluso la vacanza dopo un giorno dall’arrivo in Trentino per l’arrivo di una notizia poco piacevole,
fermato la vita per qualche secondo,
incontrato un medico di quelli a cui dai volentieri stipendio e pensione d’oro perché traducono la loro professionalità in un’umanità pronta a sostenerti nei momenti di attesa,
ringraziato Dio e tutti gli amici che ho in cielo per aver chiuso in tempi rapidi e felici la possibilità di avere davanti tempi di prova.
E tutto in una settimana!
Ho bisogno di riprendermi da queste ferie.
Solo ora la testa comincia a fermarsi dopo essere stata travolta dalla possibilità di percorsi appunto non facili. Sto sedimentando.
Come è importante ogni nostro momento, che regalo avere vicino delle persone che ti amano e che per te ci sono sempre, come è bello scorgere nelle “casualità” che giungono opportune, una mano che tesse attorno a te un sostegno che ti porta, ti sorregge, ti rimette in piedi e ti incoraggia a continuare, ad andare.
Come è strana la vita: si passa dai post di lamento sul caldo e la stagione, a ragionare sui massimi sistemi. Perché come un piatto ben riuscito, la vita acquista il suo sapore migliore attraverso un giusto equilibrio di sapori e consistenze, dove i contrasti servono a comporre quel piacere che non si poteva nemmeno immaginare e che diventa parte di noi rendendoci, se ci lasciamo conquistare, un po’ più noi stessi, un po’ più autentici, un po’ più unici.
Ed ora…un po’ di sole e tanta santa noia!!







